...a tre settimane precise precise dai 40 anni, e dopo mille vicissitudini mi trovo a chiedermi (o meglio a tormenarmi di pensieri) se un terzo figlio ci sta o no nella nostra vita....
ho un taccuino in cui annoto i perchè si e i perchè no, anche se so benissimo che non c'è taccuino che regga, son scelte che van fatte di pancia e con quel pizzico, anzi con quella manciata, di fatalismo, incoscienza e amore per la vita che non sempre si riesce ad avere...
la nostra famiglia a 4 viaggia bene....siamo stati in 5 in potenza per un po' e questo è l'evento che ha portato tanto turbamento nel mio cuore...perchè in quel breve periodo in cui siamo stati in 5, anche se il/la quinto/a era ben nascosto/a nella mia pancia ho avuto modo di fare i percorsi che le menti di tutte le mamme fanno, di pensare a tutti gli stravolgimenti che avrebbe comportato l'arrivo di un/a nuovo/a bimbo/a, a sentirmi soffocare all'idea che non ce l'avremmo mai fatta da alcun punto di vista...ma intanto quell'esserino cresceva e si stava creando da solo lo spazio che avrebbe poi occupato nelle nostre vite, al di là di ogni pensiero che la sua mamma poteva fare...e quell'embrioncino si faceva amare, anche se mi son sforzata con tutta me stessa di non volerci credere perchè accade che gli embrioncini non ce la facciano a volte....mi sono vietata di appoggiarmi le mani sul ventre durante quei tre mesi, quell'atteggiamento innato che ogni madre compie fin da subito per iniziare a stabilire il suo rapporto, per cullare il suo bambino fin da subito, perchè si è mamme intrinsecamente...quel gesto non l'ho mai fatto per non affezionarmi troppo a qualcuno che magari non ce l'avrebbe fatta, mi son vietata di farlo anche dopo che avevo visto il suo cuoricino battere forte...eppure quando ho scoperto che il mio embrioncino non era riuscito a continuare a crescere nella mia pancia è stata comunque una doccia gelida, nonostante avessi cercato di barricarmi non ero preparata, e forse non lo si è mai, è stato un fulmine che ha squarciato il mio cielo .... è vero, ho le mie preziosissime stelline che ogni giorno mi fan vivere il miracolo della vita, e ho la fortuna di viverle profondamente ogni giorno come un miracolo, ma ogni tanto il pensiero vola ancora là ad embrioncino...e mi chiedo perchè perchè pechè quell'esserino che non era stato cercato ma mi era piombato nella pancia non è riuscito a vivere...saremmo insieme ora, sentirei i suoi calcetti, non sarei qui a crucciarmi nel grande dilemma "terzo figlio si o terzo figlio no".
la nostra vita ora è come una partita di carte, abbiamo delle carte magnifiche, la fortuna fin qui ci ha assistiti, possiamo decidere di "stare" e abbiamo la vittoria in mano "a tavolino", ma potremmo anche azzardare a voler vincer di più, potremmo "rilanciare". Rilanciare ha dei rischi (la fatica di una quarantenne panzona, la gestione di 3 figli con i nonni sempre più vecchiarelli, l'insicurezza sul futuro lavorativo, il dover ricreare un equilibrio che in questo momento è magicamente perfetto e tanto altro ancora...) ma se avremo il coraggio di rilanciare e la fortuna ci assisterà potremo essere davvero ciò che di meglio si possa desiderare da questa vita....ma questo coraggio lo avremo? e il tempo scorre....e l'età per smettere di far figli è alle porte....
i 40anni alle porte mi stan mettendo a durissima prova, son scelte titaniche ma che van fatte con la leggerezza di una libellula altrimenti non si faranno mai... ma la vita è magnifica anche perchè ci mette davanti a queste scelte.
sono igi, la mamma di G&C, che sono la mia massima espressione.....la scelta più folle e sicura che potessi fare..... G&C han preso una ragazza che non sapeva di avere alcun istinto materno, una scienziata dedita alle sue ricerche, una donna che vagabondava per la sua vita e l'hanno trasformata in una mamma fiera del suo ruolo di madre, che ambisce ogni giorno a godere ogni istante della sua mammità.
lunedì 22 settembre 2014
lunedì 8 settembre 2014
post preziosissimo: il corpo contenitore di un'anima stupenda
Come parlare a tua figlia del suo corpo? Punto primo: non parlare a tua figlia del suo corpo, se non per insegnarle come funziona. Non dire nulla se è dimagrita. Non dire nulla se è ingrassata. Se pensi che abbia un corpo strepitoso, non dirglielo. Ecco alcune cose che invece puoi dire:
"Sembri così in salute!" funziona bene. O perché non dire "Sembri così forte" o "Si vede quanto sei felice - risplendi"? Meglio ancora, complimentati con lei per qualcosa che non abbia nulla a che vedere con il suo corpo. Non commentare neppure i corpi di altre donne. No, neanche un singolo commento, né buono né cattivo.
Insegnale la gentilezza verso gli altri, ma anche verso di te. Non osare parlare di quanto non ti piaccia il tuo corpo davanti a tua figlia, o della tua nuova dieta. Anzi, non fare nessuna dieta davanti a tua figlia. Compra cibo sano. Cucina pasti sani. Ma non dire "ora non mangerò più carboidrati." Tua figlia non dovrebbe mai pensare che i carboidrati siano un male, perché gettare una vergogna sul cibo equivale a gettarla su te stessa.
Incoraggia tua figlia a correre perché la farà sentire meno stressata. Incoraggiala a scalare montagne perché non c'è posto migliore per esplorare la tua spiritualità del picco dell'universo. Incoraggia tua figlia a fare surf, o scalata, o mountain bike perché quelle cose la spaventano ed a volte è anche una buona cosa.
Aiuta tua figlia ad amare il calcio o il canottaggio o l'hockey, perché gli sport la renderanno una leader migliore e una donna più sicura di sé. Spiegale che non importa quanto vecchia tu sia, non smetterai mai di avere bisogno di un buon lavoro di squadra. Non farle mai fare uno sport che non le piace affatto.
Dimostra a tua figlia che le donne non hanno bisogno di uomini per spostare i loro mobili. Insegnale a cucinare vegetariano. Insegnale a sfornare dolci di cioccolato con mezzo panetto di burro. Passale la ricetta della nonna per fare il dolce per la colazione di Natale. Trasmettile il tuo amore per l'aria aperta.
Forse sia tu che tua figlia avete le gambe tornite o il torace ampio. È facile odiare queste parti del corpo se non sono sottili. Ma non farlo. Insegna a tua figlia che con le sue gambe può correre una maratona se vuole, e che il suo torace non è altro se non un contenitore per dei polmoni forti. Può urlare e cantare e sollevare il mondo, se vuole. Ricorda a tua figlia che la cosa migliore che possa fare con il suo corpo è usarlo per trasportare la sua bellissima anima
(fonte: http:// hopeave.wordpres s.com/)
"Sembri così in salute!" funziona bene. O perché non dire "Sembri così forte" o "Si vede quanto sei felice - risplendi"? Meglio ancora, complimentati con lei per qualcosa che non abbia nulla a che vedere con il suo corpo. Non commentare neppure i corpi di altre donne. No, neanche un singolo commento, né buono né cattivo.
Insegnale la gentilezza verso gli altri, ma anche verso di te. Non osare parlare di quanto non ti piaccia il tuo corpo davanti a tua figlia, o della tua nuova dieta. Anzi, non fare nessuna dieta davanti a tua figlia. Compra cibo sano. Cucina pasti sani. Ma non dire "ora non mangerò più carboidrati." Tua figlia non dovrebbe mai pensare che i carboidrati siano un male, perché gettare una vergogna sul cibo equivale a gettarla su te stessa.
Incoraggia tua figlia a correre perché la farà sentire meno stressata. Incoraggiala a scalare montagne perché non c'è posto migliore per esplorare la tua spiritualità del picco dell'universo. Incoraggia tua figlia a fare surf, o scalata, o mountain bike perché quelle cose la spaventano ed a volte è anche una buona cosa.
Aiuta tua figlia ad amare il calcio o il canottaggio o l'hockey, perché gli sport la renderanno una leader migliore e una donna più sicura di sé. Spiegale che non importa quanto vecchia tu sia, non smetterai mai di avere bisogno di un buon lavoro di squadra. Non farle mai fare uno sport che non le piace affatto.
Dimostra a tua figlia che le donne non hanno bisogno di uomini per spostare i loro mobili. Insegnale a cucinare vegetariano. Insegnale a sfornare dolci di cioccolato con mezzo panetto di burro. Passale la ricetta della nonna per fare il dolce per la colazione di Natale. Trasmettile il tuo amore per l'aria aperta.
Forse sia tu che tua figlia avete le gambe tornite o il torace ampio. È facile odiare queste parti del corpo se non sono sottili. Ma non farlo. Insegna a tua figlia che con le sue gambe può correre una maratona se vuole, e che il suo torace non è altro se non un contenitore per dei polmoni forti. Può urlare e cantare e sollevare il mondo, se vuole. Ricorda a tua figlia che la cosa migliore che possa fare con il suo corpo è usarlo per trasportare la sua bellissima anima
(fonte: http://
sabato 2 agosto 2014
Quante volte mamma
Un anno fa ero oggi per la terza volta mamma. Un terzo test positivo nelle mie mani. Dopo 2gg di gioia ero caduta nello sconforto più totale, mi dicevo che mai e poi mai ce l'avrei potuta fare, che sarei stata una mamma a pezzi per ciascuno e una non mamma per tutti. Questa pancia si era insinuata per caso nella mia vita in un momento in cui il mio mondo lavorativo (che ha un peso enorme -eccessivo- nella mia vita) era crollato, tutto ciò che era stato vero e costruito per 16 anni di colpo non era più vero e a me mancava il respiro e la terra sotto i piedi. In un contesto psicologico siffatto non ho saputo trovare nella nuova pancia il mio raggio di luce cui aggrapparmi, ma la vedevo come ciò che mi avrebbe tirata definitivamente nel baratro.ho sempre sognato una terza pancia, ma lì io non ce la potevo fare, e non ne uscivo. Eravamo in vacanza noi 4. Quella pancia è stata con me per tre mesi, è cresciuta custodita nel segreto della nostra coppia e forse anche per questo è stata una vacanza bellissima e intensissima per noi famiglia con me e R stretti stretti nel pensare a come affrontatare questa nuova vita che non riuscivamo ("non riuscivo"è più onesto) a far stare in alcun modo. a settembre era il momento di fare outing, ma anche di iniziare a chiedere aiuto. Ci volva innanzitutto un controllo ecografico, poi una richiesta di supporto alla famiglia. Ho impiegato una settimana al rientro dalle ferie per trovare il coraggio di chiamare il ginecologo per fissare la prima visita, l'ho chiamato, era in vacanza, visita fissata per la settimana a seguire, ma un giovedì mattina mi sono svegliata in un bagno di sangue, sono andata da sola al P.S. perché R è rimasto a casa con G&C, quella creaturina probabilmente non aveva nulla che non andava ma un distacco di placenta lo ha staccato dalla sua mamma impedendogli di continuare a crescere. Sanguinamento eccessivo (11 settimane, quasi 12), raschiamento immediato, rientro a casa nel tardo pomeriggio con la mia auto rimasta parcheggiata tutto il giorno lì fuori e la sera cena in pizzeria con gli amici, come nulla fosse successo. Una crepa nella testa e nel cuore. Il senso di colpa di non aver amato come si meritava quell'esserino (posso definirlo il mio terzo figlio?), ma io so che la testa non può influenzare il distacco di una placenta, se così fosse non ci sarebbe la 194/78, eppur quella cosa ti resta lì, nel tuo inconscio. Un inverno buio, pieno di kili, poi la decisione che era ora di rialzarsi: la dieta, riaperta la casa agli amici, sistemate le stanze di casa che Renato non mi lasciva sistemare. Una vera casa, una vera famiglia, una vera mamma, nuovamente una donna...e così è arrivata la quarta pancia. Questa volta ero corazzata, pronta a tutto nella mente ed un pochino anche nel cuore. Ho vissuto 8 settimane di gioia. I mostri della scorsa estate li avevo cacciati via, probabilmente il lungo cupo inverno aveva avuto la sua funzione curativa. Ho tenuto i piedi per terra durante quelle 8 settimane e per questo credo di essere ancora in piedi. Non sono cupa, qualche ferita la porto ma riesco a sanarla mangiando in modo eccessivo (pazienza, mi rimetterò a dieta quando ne avrò le forze), penso con allegria alla vacanza che verrà, ho sempre amici per casa e sorrido. Ciò che mi lascia nel limbo e capire se desidero ancora avere un figlio o meno, e non per la paura di perderlo, ma solo perché non so se ho ancora una volta il coraggio di azzardare questa follia...perché questo figlio in più ci sta ogni giorno un po' di meno (credetemi, la fatica dei 40 anni la sento nelle ossa) e la gran solitudine è un dato di fatto, ma un figlio in più sarebbe una gioia immensa...
martedì 29 luglio 2014
Riflessioni di una figlia unica
Essere figlia unica.
Lo sono. È un dato di fatto. Mi sono sempre però detta di non sembrarlo, perché nell'immaginario collettivo la figlia unica è viziata e antipatica e io non voglio essere quella roba lì. Non penso di avere i caratteristici tratti della figlia unica (ma quali sono poi? Boh?) ho sempre detto che lo scoutismo mi ha insegnato a condividere (vero) e ad uscire dal mio status di figlia unica (falso). chi mi da della "figlia unica" mi offende sempre un po'....
Ieri però ho di colpo capito cosa mi rende irrimediabilmente figlia unica: l'unicità del rapporto con i miei genitori (mio papà nello specifico). Per me è normale che i miei genitori siano per me, che siano solo miei. È un affetto che non ho dovuto sparire con alcuno al mondo (verrà il giorno in cui sarà un peso che non potrò spartire). È un rapporto unico ed esclusivo come il rapporto di coppia, io e lui - lui ed io, e non ho mai capito quanto questo spazio non condiviso sia un privilegio dell'essere figlia unica. Ci sono poi mille aspetti pro e contro l'esser figli unici ma questa è un'altra storia. Questo mio rapporto unico l'ho trasportato su Giulia e Cecilia che a loro volta sono nipoti uniche. Mio papà è il "loro nonno", nulla da spartire -nel bene e nel male- con dei cugini del loro magnifico nonno a loro dedicato.
martedì 22 luglio 2014
I nostri figli.
Com'è difficile essere madre...
Un bel giorno lui arriva nella tua vita, e tu pensi..."Che bello finalmente!"
Sarà tutto bellissimo...fiabesco.
Ti nasce dentro un amore che non pensavi di poter provare per nessun essere al mondo.
Ti nasce nel cuore la vita vera...immensa...profonda. ..
Eppure non è sempre tutto rose e fiori.
All'improvviso hai paura di tutto, hai un terrore folle che possa succederti qualcosa, ma non per te, per lui, hai un terrore folle di doverlo lasciare.
Fino a quando non sei madre, non pensi al domani, ma quando arriva un figlio vivi ogni istante cercando di garantirgli il massimo non solo domani...ma per il resto della vita.
Poi ci sono le cadute...ogni volta perdi dieci anni di vita, stai male, ti senti in colpa, pensi che se saresti stata più attenta non sarebbe successo.
Poi ci sono le malattie, stai così in pena che non mangi per giorni e giorni, non dormi e preghi il Signore che lo faccia star bene perché per te lui è tutto.
Poi a volte quando sono grandi ti deludono, ti abbandonano e tu col cuore in pezzi li ami più che mai e ripensi a quando lottavi contro il mondo per averli, per proteggerli.
Comunque vada la vita, qualsiasi cosa accada, vale sempre tutta la pena possibile.
Perché il loro sorriso, il loro amore, il loro arrivo ti cambia nel profondo.
Ti rende quell'essere migliore che hai sempre voluto essere...
Ti rende parte della vita vera che senza i figli non avrebbe poi tanto senso.
Perché sono il senso autentico di questa vita così difficile, coi dolori, con le paure, coi tormenti che solo per un amore così grande si possono provare...al pari della più dolce delle emozioni.
I nostri figli.
(tratta dal web)
Un bel giorno lui arriva nella tua vita, e tu pensi..."Che bello finalmente!"
Sarà tutto bellissimo...fiabesco.
Ti nasce dentro un amore che non pensavi di poter provare per nessun essere al mondo.
Ti nasce nel cuore la vita vera...immensa...profonda.
Eppure non è sempre tutto rose e fiori.
All'improvviso hai paura di tutto, hai un terrore folle che possa succederti qualcosa, ma non per te, per lui, hai un terrore folle di doverlo lasciare.
Fino a quando non sei madre, non pensi al domani, ma quando arriva un figlio vivi ogni istante cercando di garantirgli il massimo non solo domani...ma per il resto della vita.
Poi ci sono le cadute...ogni volta perdi dieci anni di vita, stai male, ti senti in colpa, pensi che se saresti stata più attenta non sarebbe successo.
Poi ci sono le malattie, stai così in pena che non mangi per giorni e giorni, non dormi e preghi il Signore che lo faccia star bene perché per te lui è tutto.
Poi a volte quando sono grandi ti deludono, ti abbandonano e tu col cuore in pezzi li ami più che mai e ripensi a quando lottavi contro il mondo per averli, per proteggerli.
Comunque vada la vita, qualsiasi cosa accada, vale sempre tutta la pena possibile.
Perché il loro sorriso, il loro amore, il loro arrivo ti cambia nel profondo.
Ti rende quell'essere migliore che hai sempre voluto essere...
Ti rende parte della vita vera che senza i figli non avrebbe poi tanto senso.
Perché sono il senso autentico di questa vita così difficile, coi dolori, con le paure, coi tormenti che solo per un amore così grande si possono provare...al pari della più dolce delle emozioni.
I nostri figli.
(tratta dal web)
venerdì 18 luglio 2014
Non innamorarti di una donna che sente troppo...
Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che
sente troppo, di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e
che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa
l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una
donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di
restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida,
ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che
rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna
indietro.
Mai.
(Martha Rivera Garrido - Santo Domingo - 19 Gennaio 1960)
mercoledì 16 luglio 2014
I nostri viaggi a tre
Adoro viaggiare con Giulia e Cecilia, prendere l'aereo e andare....quel senso di libertà...quella sensazione che tutto sia possibile...che tutto il mondo sia lì.
Mi stupisce la naturalezza con cui salgono su un aereo, eppure le ho abituate io a questo e sono fiera di averlo fatto, ma non riesco a smettere di guardarle e ancor meno riesco a smettere di stupirmi.
abbiamo sempre fatto viaggi brevi, spero sapremo organizzarci a breve per un vero viaggio, e magari allora inviteremo anche il papà a venire con noi.
viaggiare è libertà del corpo e della mente, è scoperta, è costruire la nostra storia. Son contenta di star modellando due donnine pronte a partire.
Mi stupisce la naturalezza con cui salgono su un aereo, eppure le ho abituate io a questo e sono fiera di averlo fatto, ma non riesco a smettere di guardarle e ancor meno riesco a smettere di stupirmi.
abbiamo sempre fatto viaggi brevi, spero sapremo organizzarci a breve per un vero viaggio, e magari allora inviteremo anche il papà a venire con noi.
viaggiare è libertà del corpo e della mente, è scoperta, è costruire la nostra storia. Son contenta di star modellando due donnine pronte a partire.
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